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1978-1985 papa Luciani

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La sera del 28 settembre 1978, durante la cena del suo 33° giorno di pontificato, papa Luciani accusa delle fitte al petto. Il suo segretario propone di chiamare un medico, ma il papa dice di no, che gli sta già passando. Nella notte, un embolo polmonare lo uccide.

.. e se..
.. il segretario, consapevole della "cagionevole salute" del papa (com'era scritto nel primo documento di rifiuto della nomina vescovile), insiste e il papa acconsente. Il medico lo visita, ma non trova niente. Tuttavia, per precauzione, decide di restare per la notte. Nella serata, il papa lo richiama. Papa Luciani viene ricoverato e supera la notte.
Giovanni Paolo I vive ancora per 8 anni, prima che nell'inverno 1984-'85 una ricaduta della sua polmonite bilaterale lo uccida.

Le principali novità del suo pontificato:

  • riprendono i lavori della Commissione Etica di Paolo VI sulla morale sessuale e i metodi contraccettivi. Già dopo la pubblicazione dell’Humanae vitae, Luciani aveva ammesso la sua diversità di pensiero e auspicato che l’enciclica non rappresentasse un pronunciamento definitivo. Con l'enciclica "Societas Nova", Giovanni Paolo I modifica la "Humanae Vitae", consentendo a un impiego dei contraccettivi, a determinate condizioni, e a un continuo aggiornamento dell’insegnamento morale cattolico alla luce dei progressi delle varie scienze. La politica di controllo delle nascite può dimostrarsi frutto di senso di responsabilità, dice il Papa. Concepire bocche da sfamare anche senza averne le risorse non è più l'indicazione della Chiesa Cattolica. Altri lavori della Commissione di Bioetica si susseguono, sull'embrione e la fecondazione assistita.
  • per la Pasqua ’79, lancia il progetto di un Consiglio Ecumenico di vescovi, rappresentativi delle diverse Chiese del pianeta che avrebbe dovuto collaborare con il papa, Vescovo di Roma, per la soluzione dei problemi di carattere straordinario. E’ una delle prime aperture all’ecumenismo. Nonostante le diffidenze di alcune confessioni, il Consiglio Ecumenico si riunisce per la prima volta il 30 marzo 1980. Vi partecipano rappresentanti di cattolici, anglicani, luterani, valdesi, battisti, anabattisti, copti, uniati, greco-ortodossi. Si dissocia pubblicamente dall’esperienza il Patriarca ortodosso di Mosca.
  • viene varata una grande riforma della Curia Romana, ridotta a organismo esecutivo, non più in grado di prevaricare sui vescovi. La riforma prevede anche meno accentramento di poteri nelle mani del Papa: il Sinodo dei Vescovi lo assiste nelle scelte più importanti, mentre diverse Commissioni Permanenti di studio preparano i progetti. Diversi personaggi, anche di primo piano, vengono allontanati dal Vaticano
  • si sviluppa la collegialità attraverso maggiori competenze al Sinodo dei Vescovi, che può esprimere al papa raccomandazioni
  • viene totalmente riformato lo IOR, la banca vaticana, ormai implicata nel riciclaggio di capitali italiani. Marcinkus, che al tempo della vendita della Banca Cattolica Veneta al Banco Antoniano di Calvi e Sindona, lo aveva trattato sprezzantemente, viene allontanato. La nuova struttura si dà una un codice etico forte che esclude gli investimenti a fine di lucro in società che non danno garanzie di responsabilità etica. Gli evasori fiscali che in passato hanno utilizzato lo IOR per evitare il fisco vengono segnalati alla Procura di Roma, e i prelati che li hanno coperti sono allontanati dalla Curia. Giovanni Paolo I segue le stesse linee guida che, quando era vescovo di Vittorio Veneto, lo avevano portato, riguardo al “caso Antoniutti” della primavera ’62 (una vicenda di fallimentari speculazioni finanziarie che siconcluse con il suicidio del protagonista principale) a rifiutare l'immunità ecclesiastica ai sacerdoti implicati in scandali finanziari, decidendo che la diocesi si facesse carico della restituzione degli ammanchi ai creditori (pur senza che vi fosse tenuta a termini di legge) per allontanare l’ombra del sospetto dalla Chiesa vittoriese.
  • Giovanni Paolo I promuove un’intensa campagna di sostegno finanziario e umano (attraverso l’invio di preti diocesani) delle Chiese che operano nel Terzo Mondo, anche attraverso un’autotassazione (1% delle entrate) delle Chiese più agiate,

«non come elemosina, ma come un qualcosa che è dovuto […] per compensare le ingiustizie che il nostro mondo consumistico sta commettendo verso il mondo in via di sviluppo e per riparare in qualche modo il peccato sociale, di cui dobbiamo prender coscienza» (cfr. Opera omnia, V, p. 281).

  • si fa promotore della riforma del Diritto Canonico, sia per la chiesa latina che per le chiese orientali. Per questo i progetti di riforma passarono anche attraverso il Consiglio Ecumenico, in cui le chiese separate fecero da osservatori mentre le altre organizzarono la discussione.
  • rifacendosi a Gregorio Magno, imposta un’atteggiamento severo per ciò che riguardava la disciplina ecclesiastica. Richiese a tutti gli ecclesiastici l’obbedienza al proprio vescovo e rifiutò sempre l’immunità ecclesiastica nei casi di membri del clero imputati da parte della giustizia italiana.
  • "Dio è madre", dice il 10.09.'78. Più che una ripresa della figura della Madonna, nel suo pontificato vengono sottolineati gli aspetti dell'amore materno di Dio, che è padre e madre.
  • viene privilegiato l'insegnamento del catechismo, riformato in maniera moderna, in grado di parlare agli uomini e ai ragazzi degli anni '80. Vengono sottolineati i peccati sociali, dal furto all’evasione delle tasse, al consumismo, più che la morale sessuale tradizionale .
  • si batte contro il capitalismo rampante degli anni '80:

«Il capitalismo, secondo l’insegnamento della chiesa, per essere a posto, dovrebbe essere profondamente modificato. È buona la ricchezza prodotta, a patto che non vi si attacchi troppo il cuore, che ad essa partecipi quanta più gente è possibile, che non dia più origine ai gravi squilibri di oggi. Il guadagno è buono solo se raggiunto con mezzi giusti, cioè senza sacrificare la dignità di alcuna persona umana. Anche la concorrenza può essere buona, a patto che non degeneri in lotta feroce, senza risparmio di colpi. La chiesa, ad esempio di Cristo, deve amare tutti, circondando però del suo amore preferenziale i poveri e i più sfortunati» (Illustrissimi. Lettere del Patriarca, Padova 1976, p. 283).

  • la sua battaglia è caricata di decisione e insieme umiltà: GP1 rifugge i compromessi.
  • Papa Luciani rifugge sempre dalle telecamere e dalla scena mediatica.

«La figura del papa è troppo lodata, - dice. - C'è il rischio di cadere nel culto della personalità, che io non voglio assolutamente. Al centro di tutto c'è Cristo, e la Chiesa. » Chiede a tutti gli ecclesiastici di non esporsi medianicamente nè politicamente.

  • 1980: si apre il Sinodo dei Vescovi sulla famiglia cattolica. Il 24.11.’83 è promulgata la Carta dei Diritti delle Famiglie. Aprendosi alle istanze più moderniste, e ricordando la vocazione conciliare di non condannare, il papa apre alle famiglie non tradizionali e non unite da matrimonio, sottolineando la vocazione all’amore e al bene dei figli propria di ogni madre e di ogni padre, e invitando le giovani famiglie a riflettere sul matrimonio cristiano. La Carta inoltre prende posizione in favore della Dichiarazione universale sui diritti umani, della Convenzione internazionale sui diritti civili e politici e sui diritti dell’infanzia.
  • agosto ’80: il cardinale di Cracovia, Karol Wojtyla, sostiene attivamente il nascente sindacato cattolico Solidarnosc. Papa Luciani lo convoca a Roma chiedendo chiarimenti sulla situazione polacca. Esorta Wojtyla a non esporsi troppo, nel timore di possibili rappresaglie da parte comunista, ma allo stesso tempo loda la sua opera di sostegno della chiesa cattolica nelle terre dell’ateismo. Lo invità però all’umiltà, e a ricordare che sopra a tutto sta Cristo. In dicembre, su richiesta di Wojtyla, papa Luciani scrive a Breznev un’accorata lettera in difesa della sovranità polacca, minacciata dalle truppe del Patto di Varsavia. Il pontefice si rivolge direttamente al segretario del PCUS per chiedergli di fare il possibile per scongiurare un’invasione sovietica in Polonia. Richiamandosi agli accordi di Helsinki, al principio del non intervento negli affari interni degli Stati firmatari, papa Luciani ricorda a Breznev che un simile atto di violenza sarebbe paragonabile all’invasione nazista del 1939. Nel dicembre 1981, fallito il tentativo di promuovere un tavolo di negoziato tra governo, sindacato e Chiesa cattolica, il Consiglio di Stato polacco proclama la legge marziale e affida il potere a un Consiglio militare presieduto dal generale W. Jaruzelski. Il cardinale Wojtyla continua la sua opera di difesa del sindacato cattolico e della chiesa, ma il 13 maggio 1981 un sicario della polizia segreta lo raggiunge e lo uccide. Papa Luciani loda pubblicamente l’operato di Wojtyla e gli sostituisce alla sede cardinalizia di Cracovia mons. Stanislaw Dziwisc, suo collaboratore. Tuttavia la repressione della chiesa cattolica in Polonia continua: nel 1984 ne farà le spese il giovane prete Jerzy Popieluszko, attivo sostenitore di Solidarnosc.
  • 1981: Papa Giovanni Paolo I si reca a Beirut a chiedere la fine del conflitto. Lo scortano i militari italiani.
  • 1983: venuto a sapere del grave quadro di immoralità in cui si muove il sistema politico italiano, ormai abituato al sistema delle tangenti, e il partito della Democrazia Cristiana, papa Luciani tuona “per il ritorno alla moralità di tutti gli amministratori dello Stato Italiano, perchè compiano il proprio ufficio con umiltà e spirito di servizio”. A giugno si reca in Sicilia, dove, nella valle dei templi di Agrigento, tiene un vibrante discorso contro la mafia. Purtroppo, in entrambi i casi, le sue parole non hanno seguito.
  • 1984: si oppone alla prima formulazione del Concordato con Craxi: papa Luciani considera “una truffa per gli italiani” (come dirà al suo segretario personale) la formulazione del contributo dell’8 per mille, per la quale i contributi di chi non ha indicato il destinatario verranno ripartiti proporzionalmente alle volontà espresse, con un risultato chiaramente favorevole alla Chiesa Cattolica. “Non dobbiamo permetterci di metterci in tasca soldi altrui, - continua, nelle memorie del segretario. - La Chiesa deve mostrarsi onesta.” E’ ancora la sua battaglia contro i mercanti nel tempio. La stesura finale del Concordato prevede la destinazione dei contributi non espressi alle opere sociali dello Stato, e la necessità, per ciascun ente ricevente, di pubblicare un resoconto annuale sulla destinazione specifica dei contributi.

Nell'inverno 1984-'85 una ricaduta della sua polmonite bilaterale uccide il 74enne papa Luciani.

Nel conclave dell'85, dominato di nuovo dallo scontro Siri-Benelli, viene eletto il cardinale Aloisio Lorscheider, arcivescovo di Fortaleza, presidente della Commissione Episcopale Latino-americana e nel ’78 grande elettore di papa Luciani. Nel 2005 Lorscheider, Papa Giovanni Paolo II, festeggia il 20° anno di pontificato.

Nel febbraio 2004 il Parlamento italiano vara la nuova legge sul tema della procreazione medicalmente assistita; la legge 40, votata dai cattolici dei due schieramenti e da parte di socialisti e Ds, parte dai lavori della Commissione Dulbecco e dalla letteratura di bioetica, e prevede che:

  • si garantisca la tutela dell'essere umano sin dal concepimento, compatibilmente con il prevalente interesse alla tutela psico-fisica della donna
  • si limiti il numero di embrioni da produrre in base alle caratteristiche cliniche della ricevente, in modo da minimizzare la produzione di embrioni in sovrannumero; si consenta la crioconservazione embrionale
  • si permetta l'adozione degli embrioni sovrannumerari dichiarati abbandonati
  • si consenta la ricerca medica sulle cellule staminali embrionali espiantate da embrioni non più vitali, ossia dopo almeno 5 anni dall'iniziale congelamento
  • si consenta il ricorso alla fecondazione assistita eterologa alle coppie sterili, previa verifica di requisiti psico-attitudinali analoghi a quelli per le coppie in attesa di adozione di bambino.

I radicali si dicono non del tutto soddisfatti della legge, ma la considerano in linea con le legislazioni degli altri paesi europei.

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