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2000 Camp David

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Anno 2000

(1) 11-25.07.2000: Arafat accetta le proposte di Clinton e Barak a Camp David (servono condizioni pregresse per permetterne l’accettazione!)

  • 90% della Cisgiordania come territorio contiguo per lo stato palestinese (22% del tot. ‘47)
  • capitale palestinese in un settore di Gerusalemme
  • sovranità congiunta israelo-palestinese sullo Haram al-Sharif (Monte del Tempio)
  • diritto al ritorno dei profughi nello stato palestinese (anche se non in Israele)

Aumentano gli attacchi di Hamas e Jihad islamica per screditare la leadership di Arafat

(2) 28.09.2000: Barak, consigliato dall’inviato di Clinton Dennis Ross, vieta la visita di Sharon al Monte del Tempio [scoppio Intifada al-Aqsa]

Arafat, Barak e Clinton vincono il Premio Nobel per la Pace 2000.

17.10.2000: vertice di Sharm el-Sheikh: perfezionamento degli accordi di Camp David

  • scambi di territori in Cisgiordania con il trasferimento ad Israele di alcune aree dove erano insediati la maggior parte dei coloni [proposta incontro Taba gen 2001]
  • fine degli insediamenti e smantellamento delle colonie “illegali” costruite dopo gli accordi di Oslo
  • futuro passaggio alla Palestina della striscia di Gaza entro il 2003, con la costruzione di un’autostrada e di una ferrovia extraterritoriali per garantire la continuità territoriale. Nel frattempo, autogoverno amministrativo palestinese nelle città arabe di Gaza.

novembre 2000: elezioni Usa: vittoria di Al Gore (Democratici) [Bush jr. coi voti della Florida] sospinto dal successo di Clinton in politica estera

novembre-dicembre 2000: Barak fa smantellare gli insediamenti illegali, iniziando da quelli più isolati all’interno del territorio palestinese. La resistenza dei coloni è tenace, ma l’esercito interviene con tatto, attraverso l’operazione “Fratellanza”. Sharon cavalca lo scontento dei coloni e della destra israeliana.

Anno 2001

01.01: Arafat, a Gerusalemme Est, proclama la nascita dello Stato arabo di Palestina, repubblica democratica che riconosce i suoi vicini: Egitto, Giordania, Siria, Libano e Israele, subito ammesso all’Onu.
Hamas e Jihad islamica continuano nella lotta per la distruzione dell’ “entità sionista” e non riconoscono la legittimità della leadership di Arafat, “amico dei sionisti”.
Gli Stati arabi condizionano il proprio riconoscimento di Israele alla vitalità della Palestina, da verificare entro il 2003.
I profughi palestinesi ante-’67 iniziano a rientrare in Cisgiordania. L’Onu promuove un “Piano De Mello” per la costruzione di insediamenti stabili e città al posto dei fatiscenti campi profughi.
Arafat interviene pesantemente con la polizia (ora esercito) palestinese contro le organizzazioni terroristiche, sostenuto da Barak e Al Gore. Sono colpiti i tunnel di rifornimento dei terroristi dall’egitto a Rafah, mentre le associazioni islamiche di assistenza legate ad Hamas e Jihad sono accettate come organi dello Stato. Arafat promuove il passaggio dei gruppi islamici dal terrorismo alla lotta politica, ricordando il successo della strategia di Al Fatah negli ultimi 30 anni.

06.02: elezioni in Israele: vittoria di Sharon (Likud), min. esteri Peres (Labour)
luglio: strategia degli omicidi mirati contro i leader “terroristi” di Hamas e Jihad islamica
31.07: un elicottero attacca gli uffici di Hamas a Gaza, uccidendo un leader (Yassin?)e 7 persone, tra cui 2 bambini
09.08: un terrorista si fa esplodere in un ristorante a Gerusalemme: 15 morti tra cui 6 bambini
14.08: l’esercito israeliano entra nel campo profughi di Gaza [Jenin]. Al Gore tuona contro Sharon, intimandogli di non utilizzare l’esercito nell’area di Gaza. Peres incontra il Segretario di Stato Usa [Colin Powell]
11.09: attacco di Al Qaeda alle Twin Towers di New York. Al Gore proclama l’impegno degli Stati Uniti a “combattere il terrorismo e le sue cause in ogni parte del mondo, promuovendo la pace tra i popoli per un mondo più sicuro.” Negli anni successivi la CIA compie operazioni “coperte” in diversi paesi arabi, sequestrando leader ed esponenti di Al Qaeda, tra cui il mullah Omar e l’imam Al-Zawahiri. Nel 2002 gli Usa, in accordo con i leader curdi Barzani e Talabani, bombardano i campi di addestramento di Ansar al-Sunna nel Kurdistan iracheno orientale e i rifugi di Al Qaeda nelle caverne di Tora Bora, nell’Afghanistan meridionale. Non si hanno più notizie di Osama Bin Laden dall’aprile 2003. [08.10 attacco all’Afghanistan]

14.09: dalla Muqata, Arafat dichiara che “il terrorismo è inaccettabile e da condannare, in quanto nemico dei costruttori di pace”. 17.10: Muore Arafat per cause ancora da chiarire. I suoi funerali vedono una grandissima partecipazione popolare che scredita l’operato di Fplp, Hamas e Jihad. Mahmud Abbas è presidente provvisorio

Anno 2002

04.01: grande affluenza alle elezioni palestinesi. Mahmud Abbas (Abu Mazen) di Fatah è eletto presidente, in continuità con l’operato di Arafat, sconfiggendo Marwan Barghouti [incarcerato ad aprile 2002]. Ahmed Qureia (Abu Ala) è primo ministro; Saib Erekat, già capo negoziatore, è ministro degli esteri. Le frange più moderate di Hamas decidono di presentarsi con una propria lista ed ottengono un buon successo nelle amministrative a Gaza.
Abbas si impegna a cercare “una pace giusta” con Israele e a combattere il terrore.
Intanto, la stabilità delle condizioni politiche in Medio Oriente sta portando ad una rivitalizzazione dell’economia palestinese, anche grazie ai prestiti Usa e al nuovo impulso al turismo.
Abbas e Qureia continuano nella lotta all’estremismo islamico e al contrabbando di armi, con l’appoggio di Usa, Egitto e Giordania, mentre con un fondo comune Onu vengono costruite le infrastrutture (austrada e ferrovia) di collegamento tra Cisgiordania e Gaza

15.09: il Parlamento Palestinese vara la Costituzione dello Stato di Palestina

30.10: elezioni israeliane: Amram Mitzna sconfigge Sharon, la cui opposizione al consolidamento della Palestina è stata inefficace. Il Labour forma un governo di coalizione con lo Shinui, partito laico della borghesia, contro Likud e partiti nazionalisti e religiosi. [Sharon 40 vs.18]

novembre-dicembre 2002: Abbas promuove il disarmo dei miliziani di Gaza in vista della riunificazione con la Cisgiordania. Hamas, che controlla l’assemblea di Gaza, si oppone, ma Abbas annuncia che da gennaio non sarà più tollerato il possesso di armi. La raccolta delle armi è inferiore al previsto, ma non inefficace.

31.12: ritiro delle forze israeliane dal 70% della striscia di Gaza. Tsahal si concentra nella difesa degli insediamenti maggiori (Khan Younis)

Anno 2003

01.01: Abbas e Qureia proclamano la sovranità dello Stato di Palestina sul territorio di Gaza e Rafah. La frontiera, provvisoria, potrà essere modificata da accordi futuri.
15.01: al vertice arabo di Alessandria, diversi capi di stato proclamano il riconoscimento di Israele. Tra gli altri Egitto e Giordania. Alcune aperture si leggono da parte di Siria, Iraq e Iran.
[20.03: attacco all’Iraq]
31.03: viene consegnato allo Stato Palestinese il corridoio di passaggio tra Cisgiordania e Gaza.

Anno 2004

  • proseguono le operazioni di disarmo in Palestina, su esempio dell’Ulster. Si spera di poter completare il disarmo delle milizie entro il 2007.
  • omicidio di Rafik Hariri, politico libanese: pressioni Onu e Usa sulla Siria perchè acceleri il ritiro delle sue truppe dal Libano
  • novembre: elezioni negli Stati Uniti: John McCain (repubblicano) sconfigge Al Gore, criticato per lo scarso carisma e il ristagno economico, nonostante i successi in politica estera

Anno 2005

  • elezioni presidenziali in Iran: il moderato Ahmed Hakim Rafsanjani batte l’ultraconservatore sindaco di Teheran Ahmadinejad. [vittoria Ahmadinejad x stretta diplomatica di Bush]

31.08: l’uragano Katrina si abbatte su New Orleans allagando la città. Il rapido intervento della Fema (protezione civile) e della Guardia Nazionale scongiurano il rischio di saccheggi e anarchia. [la Fema, controllata dallo spoyl system di Bush, è inefficace; la GN è impegnata in Iraq]

Anno 2006

  • gennaio: elezioni politiche in Palestina: Hamas si presenta in forze alle elezioni e conquista il 65% dei seggi all’assemblea [70%]. Nuovo premier di coalizione è Mohamed Rantissi []
  • febbraio: Ariel Sharon, già premier israeliano, è definitivamente incapacitato da un ictus
  • marzo: elezioni politiche in Israele: Amram Mitzna è riconfermato.
  • Russia e Cecenia
  • estate 2006 crisi con Hezbollah in Libano

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