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Gollum

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Gollum è uno dei protagonisti dei due libri di maggior successo di J.R.R. Tolkien: Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli. Originariamente conosciuto come Sméagol, una creatura molto simile agli Hobbit appartenente alla razza degli Sturoi nato attorno all'anno 2430 della Terza Era, fu in seguito soprannominato Gollum.

Storia

Nell'anno 2463 della Terza Era della Terra di Mezzo, Sméagol, si reca con l'amico Déagol a pescare a bordo di una barca nel fiume Anduin, nei pressi dei Campi Iridati, Loeg Ningloron, secondo la lingua degli Elfi.

Déagol, in seguito ad una caduta in acqua, trova un anello sul fondo del fiume, attirato dal luccichio. Tornato in superficie, mostra all'amico Sméagol la sua scoperta; quando questo, attratto dall'anello, lo chiede per sé come regalo di compleanno, Dèagol rifiuta di cederglielo; Sméagol, accecato dall'ira, uccide l'amico, appropriandosi dell'anello. L'anello che lo Hobbit trova nell'Anduin è l'Unico Anello, forgiato da Sauron nel Monte Fato molti anni addietro.

Dopo la scoperta che l'Anello ha il potere di rendere invisibili, Sméagol comincia ad usarlo per commettere piccoli furti o inganni. Per questo viene cacciato dalla sua famiglia, costringendolo a vagare alla ricerca di un posto dove vivere. Il Potere dell'Anello consuma la mente di Sméagol, che comincia a mal sopportare la luce del Sole e della Luna, preferendo invece le tenebre. Questo e la sua innata curiosità e desiderio di trovare segreti nascosti, lo portano a trovare rifugio, sette anni dopo l’omicidio dell’amico, nelle caverne delle Montagne Nebbiose.

Consumato anche nel corpo, Sméagol comincia a produrre uno strano gargarismo con la gola, da cui il suo nuovo nome: Gollum. L’Anello conferisce a Gollum un’innaturale lunga vita, oltre ad una forza straordinaria, e anche quando tutti i segreti delle Montagne sono svelati, lo Hobbit continua a vagare per le scure caverne, cibandosi del poco che trova: principalmente pesci ed Orchi. Quando Gollum si stabilisce in un laghetto collegato con l’esterno e al quale hanno accesso molti pesci, sono oramai passati molti anni ed egli finisce per dimenticarsi del mondo esterno.

Passano anni, secoli, persino, e dopo quasi cinquecento anni, Gollum e l’Anello sono ancora nascosti nelle Montagne Nebbiose e l’umanità di Sméagol è definitivamente compromessa. L’Anello domina totalmente la mente di Gollum che, a causa della solitudine, prende l’abitudine di parlare con l’Anello, al quale si rivolge come al suo Tesoro; il bisogno di possederlo diviene la sua unica ragione di vita, cominciando ad odiare ed amare l’Anello allo stesso tempo.

Nel frattempo il potere di Sauron torna a crescere, e l’Oscuro Signore si stabilisce a Dol Guldur. L’Anello avverte il prossimo ritorno del suo padrone, e, dotato di volontà propria, abbandona Sméagol. Ma accade qualcosa che l’Anello non aveva previsto; passa di lì, nell’anno 2941 della Terza Era, viaggiando verso la Montagna Solitaria per ritrovare il tesoro custodito da un drago, uno Hobbit di nome Bilbo Baggins, un abitante della Contea, precisamente di Hobbiville. Bilbo si perde nel buio e casualmente mette la mano sull’Anello, lo trova (o forse l'Anello trova Bilbo) e se lo mette in tasca. Poco dopo incontra Gollum e gli chiede aiuto per uscire dalle caverne. Gollum sfida Bilbo ad una gara di indovinelli; in caso di vittoria Gollum potrà mangiare lo Hobbit, in caso contrario lo aiuterà ad uscire.

Gli indovinelli che i due si scambiano, sono i seguenti:

  • Gollum:
    Radici invisibili ha,
    più in alto degli alberi sta,
    lassù fra le nuvole va
    e mai tuttavia
    crescerà.
    —La Montagna

  • Bilbo:
    Trenta bianchi destrier
    su un colle rosso
    battono e mordono
    ma nessuno si è mosso.
    —I denti

  • Gollum:
    Non ha voce e grida fa,
    non ha ali e a volo va,
    non ha denti e morsi dà,
    non ha bocca e versi fa.
    —Il vento

  • Bilbo:
    Un giorno un occhio in un azzurro viso
    vide un altro occhio dentro a un verde viso
    "Quell’occhio è come me, però è laggiù,
    mentre il mio occhio se ne sta quassù".
    —Il sole e una margherita

  • Gollum:
    Vedere non si può e neanche sentire
    fiutare non si può e neppure udire.
    Sta sotto i colli, sta dietro le stelle
    Ed empie tutti i vuoti, tutte le celle.
    Per primo viene, ultimo va,
    a vita e a riso termine dà.
    —Il buio

  • Bilbo:
    Senza coperchio, chiave né cerniera
    uno scrigno cela una dorata sfera.
    —Le uova

  • Gollum:
    Vive senza respirare,
    freddo come morte pare,
    beve ma non è assetato,
    non tintinna corazzato.
    —Il pesce

  • Bilbo:
    Senza-gambe sta su una gamba, Due-gambe vi siede accanto
    su –Tre-gambe, Quattro-gambe ne prende un po’.
    —Un pesce su un tavolinetto, un uomo a tavola seduto su uno sgabello, il gatto mangia le lische

  • Gollum:
    Questa cosa ogni cosa divora,
    ciò che ha vita, la fauna e la flora;
    i re abbatte, e così le città,
    rode il ferro, la calce già dura;
    e dei monti pianure farà.
    —Il tempo

L’ultimo indovinello è in realtà una domanda: Bilbo, giocherellando con l’Anello che ha in tasca, si chiede distrattamente cosa abbia lì dentro. Gollum, credendo di dover rispondere, prova ad indovinare, accettando di conseguenza la sfida. La terza risposta errata, sancisce la vittoria di Bilbo.

Gollum è costretto a mostrare l'uscita a Bilbo, ma prima decide di andare a prendere l'Anello nella sua tana. La vile creatura intende infatti onorare la sua promessa ma, dopo aver scortato Bilbo, medita di assalirlo e ucciderlo aiutato dal suo Anello. Quando Gollum si rende conto di aver perso l'Anello va su tutte le furie e comincia a sbraitare per la disperazione. Bilbo, spaventato, corre alla cieca attraverso le buie gallerie, inseguito dalla creatura. Durante la fuga Bilbo si infila casualmente l’Anello al dito; lo Hobbit non ci mette molto a capire che il suo aggressore non lo vede più e ne approfitta per seguire l'inconsapevole Gollum fino all'uscita della galleria. In questo versante Bilbo, reso invisibile dall'Anello, ha l'occasione di uccidere Gollum, ma la compassione ferma la sua mano e questo si rivelerà essere la salvezza per l'intera Terra di Mezzo.

Via via che il tempo passa Sméagol comincia a sospettare ciò che può essere successo. La rabbia monta in lui e 3 anni dopo il furto, si spinge oltre il suo odio per la luce del sole, esce dalle caverne, dove ha dimorato per 474 anni, e si mette in cerca dell’Anello. Dopo sette anni di ricerca, si dirige verso Mordor, dove nel frattempo Sauron è tornato di nascosto, fuggendo da Dol Guldur. Ventinove anni dopo, nel 2980, Gollum raggiunge finalmente Mordor, dove conosce Shelob e ne diviene servo. In questi anni Gollum viene scoperto, catturato e torturato perché riveli dove si trovi l’Anello. Infatti, nel loro precedente incontro, Bilbo aveva ingenuamente rivelato a Sméagol il suo nome e quello della sua patria, la Contea, e, durante le torture, Sauron riesce a strappare a Gollum tali informazioni.

Nel 3017, Gollum viene liberato dal potere di Mordor, e trovato da Aragorn nelle Paludi Morte. Questi lo porta nel Bosco Atro, consegnadolo a Thranduil, il Re degli Elfi Silvani, affinché lo custodisca. Dopo i primi tempi di isolamento, gli Elfi mostrano pietà per lo Hobbit irretito dal potere di Sauron e lo credettero ancora recuperabile. Per questo motivo lo portano spesso a passeggiare nel Bosco. Ma, un giorno di Agosto del 1318, Gollum si arrampica su un’albero, dove spesso era solito salire, e non accenna a scendere. Gli Elfi mettono delle sentinelle ai piedi del tronco ma il tempestivo attacco da una banda di Orchi permette a Gollum di sparire furtivamente.

Fuggito dalla prigionia del Bosco Atro, Gollum si rifugia nelle Miniere di Moria, trovandovi un clima simile a quello in cui era abituato a vivere. Dopo molti mesi, Gollum si perde nei meandri delle miniere, non riuscendo a trovare i Cancelli Orientali. Finché, nel gennaio 3019, un rumore di passi attira la sua attenzione; sente che l’Anello è vicino. Davanti a lui passa la Compagnia dell’Anello, guidata da Gandalf; Gollum li segue per molti giorni, a Moria e fuori, fino al bosco di Lórien. Nel bosco, mentre sale su un albero sul quale sente la presenza del suo Tesoro, incontra Frodo, il nuovo Portatore dell'Anello. Ma è costretto a fuggire a causa dell'attacco di alcuni Elfi. Gollum, però, non rinuncia alla caccia, e ritrova la Compagnia sull’Anduin, seguendola navigando aggrappato ad un tronco.

Il 26 febbraio dello stesso anno, dopo lo scioglimento della Compagnia, continua a seguire il Portatore lungo l’Emyn Muil, finché una notte approfitta del fatto che sia Frodo che Sam stiano dormendo, per attaccarli di sorpresa. Ma Frodo e Sam, consapevoli di essere seguiti, riescono a sopraffare Gollum e a legarlo con una corda elfica.

Domato da Frodo e venuto a sapere che i due hobbit si dirigono al Nero Cancello, Gollum dice di conoscere la strada e si propone loro come guida. Per questo Frodo lo libera e gli fa giurare sul suo Tesoro che non avrebbe mai fatto loro del male, né avrebbe tentato di riprendere l’Anello per sé; Gollum giura, ma da subito medita vendetta. Li guida per quattro giorni attraverso gli Emyn Muil e le Paludi Morte, in direzione del Morannor.

Arrivati qui, però, cerca di distogliere il Portatore dall’idea di entrare attraverso il Cancello, perché così il Tesoro sarebbe sicuramente finito in mano a Sauron; dice ai due che conosce un’altra strada, nascosta, che conduce nel territorio del Nemico, che lui aveva percorso tempo addietro, senza mai essere visto o fermato. Qui inoltre viene a sapere che l’intento di Frodo è quello di distruggere l’Anello e comincia a meditare su come ucciderlo. Presi dalla disperazione, Frodo e Sam accettano di seguire Sméagol, anche se nutrono dubbi sulla sua buona fede. Agli inizi di marzo, nell’Ithilien Orientale, Frodo e Sam sono rapiti da alcuni Uomini, comandati dal capitano Faramir, ai quali Gollum riesce miracolosamente a sfuggire.

Errando tra gli alberi, Sméagol trova un lago con una cascata e qui si mette a caccia di pesci. Mentre mangia viene catturato dagli Uomini di Faramir (il fratello minore di Boromir). Il laghetto è infatti territorio segreto dei Ranger di Faramir. Gollum è condannato alla morte, ma viene risparimato grazie all'intercessione di Frodo. Poco dopo i tre, rilasciati da Faramir, continuano il loro viaggio verso Mordor. Sméagol conduce gli Hobbit sulla via di Minas Morgul e su per le Scala Tortuosa verso il passo di Cirith Ungol. Arrivati in cima alle scale, la notte dell’11 marzo 3019, Gollum si reca da Shelob, per informarla della presenza dei due; Gollum, infatti, progetta di farli uccidere dal ragno e una volta morto il Portatore, di prendere il Tesoro nuovamente per sé.

Frodo, tratto in inganno da Gollum, è attaccato da Shelob e colpito col suo pungiglione; Sam riesce a ferire e scacciare Shelob.

Gollum fugge dalla tana di Shelob per paura di incorrere nella sua ira e si avventura nuovamente nelle desolazioni di Mordor, seguendo i due Hobbit. Per undici giorni li segue di nascosto, finché essi non arrivano sul Monte Fato ed entrano nella Voragine dove è stato forgiato l'Anello. Qui Frodo si infila l’Unico al dito, arrogandoselo per sé, ma Gollum gli balza addosso e, dopo una dura lotta, gli stacca con un morso il dito con l’Anello, rimpossessandosi del Tesoro. Preso dalla felicità, comincia a saltare, fino a mettere un piede in fallo e a cadere nel baratro infuocato sotto di lui.

Il 25 marzo dell’anno 3019 della Terza Era della Terra di Mezzo, Gollum muore nella lava del Monte Fato e con lui è distrutto l'Unico Anello di Sauron. Sméagol è stato di fatto la salvezza della Terra di Mezzo.

Il film

Nella trasposizione cinematografica di Peter Jackson è stato ricreato completamente in computer grafica ma le sue movenze e la sua voce (nella versione originale in inglese) appartengono alla recitazione di Andy Serkis (che ne Il Signore degli Anelli: Il ritorno del re interpreta in prima persona Sméagol).

Nella versione italiana la voce del personaggio è di Francesco Vairano, autore dei dialoghi e della direzione del doppiaggio del film.

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